| Corriere della sera 23
agosto 2003 "Il momento del rientro, quando la leggerezza dell'estate si mescola alla serietà del futuro che incombe, è la parentesi temporale più adatta per dedicarsi alla lettura. C'è un'espressione spagnola che secondo me definisce perfettamente l'essenza della letteratura: los recuerdos del porvenir, i ricordi dell'avvenire. Leggendo un bel romanzo, ti immagini un futuro avventuroso e un passato avventuroso anche se hai avuto una vita banale o se, nel nostro piccolo, hai trascorso delle vacanze senza brividi. la verità è che l'unico grande viaggio è l'immaginazione. E tornare per rifugiarsi in un libro è la terapia migliore contro l'assedio della routine." Lo scrittore Andrea G.Pinketts, una vita di libri scritti, immaginati, divorati ("L'ultimo? Il Faletti di io uccido. Assolutamente perfetto, concilia con le uscite invernali. Forse per leggerlo ho sbagliato stagione, dato che ho aspettato questi mesi estivi per scoprirlo."), non ha dubbi: non c'è situazione migliore per sprofondarsi tra le pagine di un romanzo della fine delle vacanze. Soprattutto se si parla di viaggi, nella realtà o nella fantasia: "Il fascino più avvolgente viene dall'idea del viaggio dopo che il viaggio è finito, un idea che sconfina nel viaggio possibile. Penso a capolavori come La linea d'ombra, Moby Dick, soprattutto a Emilio Salgari...sì, direi che Salgari è l'autore perfetto per una lettura di inizio settembre. Al di là dei consigli di lettura, il discorso è più serio, se vogliamo: uno dei doveri della letteratura è di instillare l'idea del viaggio in una persona che è stanziale, o che è già tornata. La Malesia di Salgari, ad esempio: io non ci sono mai stato, però ho letto le sue descrizioni e sono contento...anzi, vogliamo dirla tutta? Salgari mi permette di vedere posti in cui non andrei mai: perchè sono pieni di insetti e malattie strane e, nel caso della Malesia, di pirati....molto meglio i viaggi immaginati, quando la frenesia delle ferie d'agosto si è conclusa." Libri di viaggi, dunque. Ma anche pagine tra divertimento e riflessione, per rimettere in moto le cellule cerebrali addormentate dalla calura di Ferragosto: "Ora - continua Pinketts - rileggerei Eraldo Baldini, Carlo Lucarelli. Sono testi inquietanti, non di svago, per un lettore stanco e fiaccato dai libri estivi che ha ancora voglia di divertirsi ma contemporaneamente è alla ricerca di stimoli per il cervello.Questo è il momento dei racconti di Dino Buzzati (fantastico il Colombre, o i Sessanta racconti), oppure di Bianciardi, Scerbanenco. Ma non Franz Kafka. Non perchè non mi piaccia, al contrario, è meraviglioso. Ma se torni e leggi Kafka ti viene un'ansia terribile, le sue sono letture da 6 gennaio. Mentre adesso, se leggi Conrad piuttosto che Le tigri di Mompracem - perfino Wilbur Smith può andar bene, perchè ti dà una percezione concreta dello spazio - hai il respiro dell'estate che è appena trascorsa e delle estati che verranno. Los recuerdos del porvenir, appunto."
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