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Il talamo di Pinketts

 

Andrea Pinketts, scrittore atipico, o meglio, scrittore tipico solo di se stesso, torna con un nuovo romanzo, la prossima settimana. S'intitola Ho fatto giardino (Mondadori, collana "strade blu"). Pinketts sta marciando al ritmo di un libro all'anno, nel frattempo raccoglie premi e traduzioni straniere, appare alla tv (privilegio concesso a pochi scrittori, ma a molti scriventi occasionali) e coltiva, e qui sta il suo limite - veniale, per carità -, uno smisurato complesso Complesso di Fonzie. Ricordate Arthur Fonzarelli, detto Fonzie, della serie televisiva Happy  days? Doveva essere sempre al centro dell'attenzione e sedurre le ragazze più belle. Guai se non ci riusciva. E' un complesso che hanno tutti i maschi, chi più chi meno. Nel caso di Pinketts e del suo personaggio alter ego Lazzaro Santandrea, che compare anche in questo romanzo, il complesso è gigantesco. Insomma, mai una che gli resista. A pag.28 entra in un bar di Nizza e 40 righe dopo è già sdraiato in un soppalco con la bella cameriera. Altre tre-quattro pagine, altra conquista, e così via, usque ad fundum. Il tema del libro è la paura d'invecchiare. Il "giardino" è quello dell'infanzia, o perlomeno della giovinezza. Oppure, è il giardino d'inverno, quello dei ricordi. In questo caso, ancora legati ai leggendari milanesi anni Ottanta.

 

Paolo Bianchi