| L'intervista
col Vate D:
Pinketts, si definisca! D: Si sente più
vicino a Henry Winkler o ad Henry Cottons? D: Si sente un
intellettuale? D: Per quale motivo
un aspirante lettore, aggirandosi tra gli scaffali di una libreria, dovrebbe acquistare un
Suo libro e non, ad esempio, uno di Susanna Tamaro? D: Qual è il Suo
rapporto con Milano? D: Preferisce
l'alba o il tramonto? D: Ci parli del
futuro dell'umanità... D: In che modo
conta di catechizzare le masse? R: Userò il
bastone ed il succo di carota. Corretto gin. D: Qual è il Suo rapporto coi lettori? D: Si sente a Suo
agio nei panni del Messia? D: Perchè, quando
era bambino, le piacevano le gemelle Kessler? D: Facciamo il
gioco del torrone! Tra Raffaella Carrà e Pippo Baudo chi menerebbe a colpi di torrone in
testa? D: Alcuni critici
hanno ravvisato nei Suoi romanzi una sorta di pessimismo cosmico. Cosa risponde? D: A proposito di
trench, ci spieghi il Suo rapporto col trash. D: Secondo Lei le
televendite rappresentano una sorta di riscatto sociale del "popolo bue"? D: Cosa ne pensa di
Dio?
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