| Panorama 27
luglio 2006
Quando la vita è una partita a poker Se a un tavolo da poker vi capita di non avere in mano niente, ma proprio niente, mentre il vostro avversario ha già scoperto un rispettabile tris, e se avete fegato naturalmente e non siete solo dei cinici bari, potete provare a fare come Lazzaro Santandrea, il protagonista di questo romanzo, e dichiarare: "Ho fatto giardino. Il piatto è mio". Poi, per uscirne vivi, dovrete essere molto bravi a spiegare che si tratta di una regola del gioco che solo gli sprovveduti non conoscono. Ma non è certo la bravura né la cattiva reputazione che fanno difetto ad Andrea G.Pinketts, affabulatore di lungo corso, giocoparoliere che negli anni ha affinato il senso (e il nonsense) della frase, autentico scrittore sanguigno in mezzo a tanti pallidi colleghi. Qui conduce il suo lettore in una Milano malinconica, dove gli amici muoiono, gli anni passano, i bar tanto amati vengono chiusi e i cafoni della moda la fanno da padroni. Ma per fortuna anche questa volta Lazzaro, al pari del suo autore, insegnerà come si ribaltano i colpi della malasorte: facendo ribaldo giardino. Massimo Boffa
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