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Andrea G. Pinketts con Fernanda Pivano e Andrea Carlo Cappi
Lunedì 18 novembre 2002, una giornata
uggiosa che sarebbe piaciuta a Lucio Battisti fa da prologo alla presentazione del libro
"Sangue di yogurt", di Andrea G.Pinketts.
Uomini e donne corrono per le strade come sorci impazziti allo scopo di rientrare nelle
loro gabbie per tempo: non possono perdere la fiera dell'orrore in onda sul piccolo
schermo della tv e sul grande schermo delle loro vite.
In controtendenza un nutrito manipolo di carneadi si raduna sotto le insegne dell'Emporio
Isola Cafè, in questo caso isola felice in attesa che si materializzino gli ospiti della
serata.
In veste di anfitrione onusto di gloria e onesto di natura, Andrea G.Pinketts riceve i
partecipanti a quello che, dopo lunghi anni, si configura ormai come un T.S.O.(trattamento
sanitario obbligatorio),appuntamento settimanale indispensabile per conservare mens sana
in corpore insano,dati i fiumi di parole e alcool che scorrono durante i "Seminari
per giallo e bar" di cui si è appena festeggiato il decennale.
Pinketts appare sobriamente abbigliato, con una giacca doppiopetto in velluto rosso e
bottoni dorati che lo fa assomigliare ad una poltrona del Teatro Manzoni, camicia blu e
cravatta in tinta raffigurante una serie di preservativi volanti, la qual cosa fa
sospettare a molti degli astanti che il Vate voglia veicolare messaggi subliminali in
palese contrasto con i dettami di Madre Chiesa.
Tale dubbio viene dissipato dall'atteggiamento vescovile di AGP, prodigo di buone parole
per tutti, in particolare per le esponenti del gentil sesso presenti per celebrare i fasti
pinkettsiani, probabilmente non solo letterari.
La tensione antecedente all'evento culmina nell'arrivo dell'ospite d'onore della serata,
una signorina di belle speranze di nome Fernanda Pivano, il cui incedere nella sala fa
scaturire un applauso che, a differenza di quelli rituali del Maurizio Costanzo show, è
assolutamente spontaneo.
Fernanda Pivano prende posto accanto al festeggiato e ad Andrea Carlo Cappi, cui è
delegato il ruolo di "presentatore del presentatore", e che assolve più che
degnamente il compito favorito anche dalla sua anzianità di servizio in questo ruolo.
Dopo avere osservato il, questo sì rituale, minuto di silenzio atto ad elevare la
concentrazione del pubblico e del principale oratore ai massimi livelli, Pinketts prende
la parola smentendo la leggenda metropolitana che lo vorrebbe impegnato in una relazione
carnale con Fernanda Pivano, donna che in passato fece girare la testa a più di un
tombeur de femmes, ivi incluso Ernest Hemingway.
Oggi, afferma Pinketts, la loro relazione è più salda che mai pur non sfociando in un
contatto fisico,
ascrivendo alla Pivano il merito di avere sdoganato per prima l'opera pinkettsiana e
ricordando al pubblico che senza di lei, molti degli autori beat statunitensi oggi
universalmente celebrati non avrebbero trovato nella nostra penisola alcuna cassa di
risonanza.
E'la Pivano stessa a ricordare l'ostilità preconcetta di alcuni esponenti di una cultura
paludata nei confronti di autori poco ortodossi, definendo Pinketts un autore
post-moderno.
L'economista Paul De Sury, presente in sala tra il pubblico, azzarda un paragone
affermando che Camilleri è un giallista migliore di Pinketts, salvo poi aggiungere che
Camilleri è solo un giallista, mentre Pinketts è un grande scrittore.
La serata scorre tra i calembour di Pinketts che esaltano a più riprese la platea, il
contrappunto fornito dagli aneddoti riguardanti la carriera di lungo corso di Fernanda
Pivano, e l'intervento dello scrittore-critico-coiffeur pour dames Gianluca Mercadante che
legge alcuni brani tratti da "Sangue di yogurt", sino ai saluti finali in una
sala ancora elettrica nonostante l'ora tarda.
Varcando la soglia del locale per rituffarsi nella notte metropolitana veniamo subito
avvolti dallo stadtgeist di Milano: è bello pensare che questo accada anche grazie a
Pinketts. E ai suoi adepti.
Davide Riccardo Manglavite
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