| Il senso della frase Caro Pinketts, mio caro giovane pazzo amico, quanto sei bravo. Sei così bravo che mi metti soggezione. Hemingway diceva: "Si impara a scrivere scrivendo". E poi, si impara a scrivere vivendo - come fai tu. Non smettere mai, nè di scrivere, nè soprattutto di "vivere". Dio ti protegga. Fernanda Pivano Senza dubbio Fernanda Pivano non mente, ma a mentire è sicuramente Niki, una bugiarda patologica dal naso a becco che si aggira tra le modelle del White Bear. Passa qualche anno e Niki scompare. Lazzaro Santandrea, eroe immaturo, cavaliere con molte macchie e con qualche paura, ascolta per caso una ragazzina raccontare le stesse eccitanti menzogne che raccontava Niki. Il furto di bugia è il reato più grave - peggio dell'omicidio - giacchè la menzogna è l'unica cosa che appartiene veramente all'uomo, in quanto la "costruisce" lui. Armato del "senso della frase" - unico antidoto al vizio dell'agnello - e accompagnato da taxisti psicopatici e attori falliti, Lazzaro si mette sulle tracce di Niki, non per arrivare alla verità ma per ritrovare la bugia. Cappuccetti rossi in fuga, paralitici massacrati, babbi natale armati di revolver sono le marionette perverse che si agitano nella Milano di Pinketts, uno straordinario teatro metropolitano degli errori e degli orrori.
LA GENESI QUANDO: 1/11/1990 DOVE: A Milano, tra il Bar Magenta (c.so Magenta ang. V. Carducci), il Bar Royce (gall.Europa), il Bar Tre Gazzelle (c.so Vittorio Emanuele) e il White Bear (v. Vincenzo Monti) PUBBLICATO: maggio 1995 |