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…Mi
deturpo l’orecchio…anzi no…Ho fatto giardino! Una
leggenda vivente,così è conosciuto in Francia. Un
Cowboy metropolitano così è conosciuto da molti altri… L’erede
di Scerbanenco…così è ri-conosciuto da pochi… Andrea
G.Pinketts,uomo che definire scrittore risulterebbe riduttivo,da mattatore
di razza quale è sempre stato si presenta in assetto di guerra tutto di
Rosa vestito e con madre al seguito alla presentazione ufficiale della sua
ultima geniale perla dal titolo “Ho fatto giardino”. Ghiotta occasione
per il popolo accorso in massa al Sud di via Solferino poiché “Ho fatto
giardino” non è solo l’ultima (in tutti i sensi)
avventura di Lazzaro Santandrea ,ma, come sottolinea Lia Volpatti,presente
alla serata,è un racconto di vita,il racconto di una vita in
particolare,quella del suo autore. Lei,tra una citazione e un ricordo di
un giovin Pinketts che al loro primo incontro gli si presentò affermando
“Se non ho successo entro i 30 anni mi arruolo nella legione
Straniera”… sostiene,oltre al fatto che i libri di Pinketts siano un
evento eccezionale anche la –non- somiglianza dello stile pinkettsiano
con quello del “maestro” Scerbanenco..(cosa di cui chi sta scrivendo
l’articolo non è affatto convinto…leggere alla pagina “ferocia
sociologica” per trovare somiglianze a piene mani..). Nonostante
la rivolta tecnologica scatenata per l’occasione,tra microfoni ribelli e
casse imbizzarrite, Il 3 dell’apocalisse,Pinketts munito di Cuba Libre e
sigaro stavolta spento per l’occasione ,Raul Montanari e Lia Volpatti ci
introducono nella giungla metropolitana tipica delle avventure del nostro
beneamato investigatore milanese sancendo finalmente e definitivamente
l’assunzione di Pinketts a leggenda; un avvenimento che per noi
fedelissimi non ha nulla di nuovo visto che già da tempo ce ne eravamo
accorti...ma a Pinketts
non basta il titolo appena assegnatogli e, non pago, si fa incoronare da
Dante in persona con una corona di alloro che indosserà per il resto
della serata sostituendo il Borsalino alla Belmondo con il quale si era
manifestato. Continua le
celebrazioni lo stesso Montanari che parafrasando Hemingway spiega come il
Genio una volta superato l’egocentrismo scritturale guardi verso
l’infinito per creare qualcosa di completamente nuovo e marcando la
differenza tra chi scrive “lungo” e chi scrive “largo” facendo
rientrare Pinketts in quest’ultima categoria..quella delle leggende
della letteratura. La
serata prosegue tra le canzoni dell’ormai abituèe Zac,che per
l’occasione presenta in anteprima mondiale la canzone scritta a quattro
mani con AGP esaltando il pubblico in sala e costringendo il
“menestrello” a rivangare nel suo repertorio proponendo l’ormai
celebre “la vita è un cinema” e l’arci(nota) “Il ragioniere”.
La presentazione viene
arricchita con un mirabile intervento finale di Raul Montanari dal sapore
cinematografico, e dal racconto assolutamente leggendario della Genesi del
titolo dell’ultimo capolavoro pinkettsiano raccontato dall’artefice
stesso. La serata,anzi la nottata,nel frattempo cala su Milano rendendo
ancora più evidente il contrasto che evoca
un “certo tipo” di Noir ,quel tipo di Noir che fa luce anche
quando è buio,facendo presagire come faro (per nulla fuggevole e ancor
meno turchese) la luce emanata dall’ormai acceso Toscano extravecchio
dell’illustre Autore. A presentazione conclusa,la rèunion della corte
di Lazzaro,fiumi di parole come direbbero i Jalisse e soprattutto di
alcool come direi Io ,tutti soddisfatti ma con il presentimento che
Santandrea sia come un gatto.. non solo a nove code ma soprattutto con
sette vite.. se tutto quanto scritto non vi sembra un ottima occasione per
acquistare quest’avventura di Lazzaro Santandrea in trasferta Cost’Azzurrina
(e non parliamo di Saint Tropez Saint Tropez con tutta la stima per Jerry
Calà,ma casomai di Stropez Stropez come dicono gli amici)….beh….a
voi,ci penserà Pogo il Dritto…e non so quanto vi convenga…. Dario
Geraci
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